Val Senales 2/3

 

Venerdi 13: 2 tappa – (Plan – Rofen – 58 km 2300m di dislivello) Si sconfina!

Ricca colazione e verso le 9:00 dopo il solito rifornimento di acqua si parte in discesa alla volta di Moso in Passiria (1007m) imboccando la sp114 (in realtà dopo 2km proviamo a prendere un sentiero sulla sponda sinistra del Rio di Plan, ma dopo pochi metri di fango misto a cacca il sentiero finisce davanti ad un campo recintato).

Proseguiamo per un altro km, in prossimità di una pista di slittino, giriamo a sinistra e prendiamo la sterrata che costeggia la pista: stessa pendenza e stesse curve.

Passiamo un ponte per portarci sulla sponda sinistra e tramite sterrata e sentierini (sentiero 8 ) scendiamo a Moso: il single track nell’erba nasconde delle insidie, non si vedono delle buche e dei sassi ed io ne approfitto per prendere confidenza con il terreno… assaggiandolo un paio di volte.

Da Moso si sale tramite il sentiero ciclabile E5. Dopo un primo tratto pedalato una deviazione (causa lavori!) ci costringe ad arrampicarci su una ripida salita spingendo la bicicletta a mano. Si ricomincia a pedalare e si sbuca nuovamente su asfalto (SP112).

Superata Corvara in Passiria (1419m) si riprende la sterrata (E5) pedalabile fino al superamento di un ponticello. Qui pedalare diventa impossibile e cominciamo ad arrampicarci spingendo la bici a mano.

Si arriva nuovamente su asfalto (SS44BIS) la micidiale salita che porta a Passo Rombo (2509m) ma prima ci fermiamo in un bar per mangiare una cosa (un panino, cocacola e acqua minerale) mentre mangiamo dalla terrazza dominiamo tutta la vallata.

La salita è dura e impegantiva… ma è uno spettacolo e si gode un bel panorama; la mia front e le mie doti di scalatore rendono la salita relativamente tranquilla… Dopo l’incontro con harleysti tedeschi cominciamo a percorrere le gelide gallerie che ci portano a Passo Rombo.

Finalmente si mangia! “spaghetti alla bolognese” ed una fresca radler; ora si ricomincia a ragionare…

Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con amici “bitumari” conosciuti sul posto cominciamo ad “imbracarci” per la discesa: ci buttiamo sul versante austriaco tramite il sentiero E5.

Il primo tratto è ripido e sconnesso, alterno tratti a piedi con tratti in bicicletta. Rischio di cadere un paio di volte, la ruota anteriore si impunta, riesco a poggiare i piedi a terra, la ruota posteriore si solleva e casca lateralmente battendo con violenza sulla roccia e si sgancia: cerchio e disco storti! comunque gira perciò la lascio così e riparto.

Il sentiero incrocia la strada asfaltata per continuare sull’altro lato. Ci troviamo su un tratto praticamente pianeggiante ma comunque sconnesso e quindi pedalare richiede un certo impegno. Incrociamo nuovamente la strada per passare sul lato opposto.

Dopo un po’ si ricomincia a scendere (direzione Zwieselstein 1450m); Lobo affronta un tratto erboso che nasconde molte inside: la bicicletta si impunta e casca in avanti battendo con il manubrio sul petto. Una bella botta! tanta paura ma per fortuna niente conseguenze gravi.

Da Zwieselstein ricominciamo a salire in direzione di Vent (1900m) prima tramite il sentiero 41 (una sterrata molto larga) poi tramite un ponticello attraversiamo il Venter Ache e proseguiamo su asfalto superando alcuni tunnel.

Arriviamo a Vent distrutti, siamo a secco e troviamo ristoro presso una fontanella prima di ripartire in salita per affrontare gli ultimi 2km (100m di dislivello) che ci porteranno a Rofen (2014m). Arriviamo che sono quasi le 20:00 il tempo di docciarci e di corsa a cena dove ci aspetta un bel…. brodo di cipolle!!!

L’albergo dispone di una connessione internet e ne approfittiamo per ripristinare i contatti con i nostri amici a Roma e li aggiorniamo sull’evolversi della nostra spedizione.

 

 

 

…to be continued…

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