Archive

Posts Tagged ‘foto’

B-Kings Exhibition 2

maggio 16th, 2009

La Pineta

aprile 22nd, 2009

Alla fine mi sono lasciato sedurre dagli amici di Cassino e sono andato a trovarli a casa loro per scoprire la “mitica Pineta”.

          Alla partenza eravamo “4 gatti”: molti temerari venuti da Roma oltre alla numerosa compagine di amici ciociari.

E così un lungo serpentone di biker si è snodato lungo quel dedalo di sentieri e single track che caratterizzano la pineta.

Ringrazio Skeleton per il prezioso contributo fotografico con cui ha immortalato le varie fasi della pedalata ed i momenti salienti del III° tempo (dove purtoppo io, un pò indisposto, non ho potuto dare il meglio di me).

Peccato che le piogge dei giorni precedenti avevano reso il fondo un pò viscido creando parecchie insidie.

Sicuramente la pineta è un’ottima palestra per chi va in MTB e spero di tornarci presto per affinare la tecnica e conoscere nuovi passaggi. Da notare che in alcuni punti sono state create anche delle strutture           artificiali per consentire salti e drop; per mia fortuna in questa occasione sono stati volutamente omessi dal nostro itinerario e mi sono dovuto accontentare solo di un volo in salita in un passaggio in cui bisognava salire sopra una roccia: niente di grave sono rimasto aggrappato all’albero vicino alla roccia che mi ha impedio di rotolare sotto al costo di qualche scorticatura (in realtà ho fatto anche un paio di scivolate in discesa ma niente di spettacolare, quindi non sono degne di considerazione).

Questa è  una foto di quello che abbiamo lasciato dietro di noi

Un po’ di foto (by skeleton & geppo) dove casualmente ci sono io….

Il percorso

Elevation Profile

MTB , , ,

Perchè vado in MTB…

marzo 26th, 2009

Spesso mi chiedono perchè vado in MTB sotto il sole o con la pioggia, in salita o attraversando guadi e pozze di fango…

Fondamentalmente perchè si sta insieme ad altra bella gente, a contatto con la natura e si possono ammirare tanti bei panorami…

 

3198454455 c39567643f o Perchè vado in MTB...

bicycle film festival girl posse Perchè vado in MTB...pbpic2735353 Perchè vado in MTB... 2191231177 09b77c6e4b b Perchè vado in MTB...

3225306241 0dd12f39a0 o Perchè vado in MTB...  pic19478 Perchè vado in MTB...


heathergraham07ma1 Perchè vado in MTB...

 

 

Altre buone motivazioni

 

 

___

MTB ,

I laghetti di Percile

marzo 6th, 2009
dscn5550 I laghetti di Percile

I Laghetti di Percile

Domenica  1 marzo ci siamo andati a fare un giretto ai laghetti di Percile.

L’itinerario è uno di quelli pubblicati da P&G ( in particolare si tratta del 12 ).

Itinerario mediamente impegnativo, ma con una lunga e faticosa salita, ai confini del parco dei monti Lucretili che permette di raggiungere i laghetti di Percile

Il tempo non è stato un granchè, tanto che al ritorno abbiamo preso anche un po’ di pioggia.

Sarà stato per il cattivo tempo, o per le ripide rampe cementate ma non tutti hanno gradito il giro: il percorso non era tecnico, magiusto un po’ allenante nella prima metà; io l’ho trovato utile in quanto avevo voglia di farmi un po’ di salita…

Qualche commento:

Eccoci di ritorno dal giro più inutile che abbia mai fatto!

Giro bruttino, rampe cementate in salita e discesoni veloci al ritorno…
insomma, poco divertimento rispetto ai nostri giri soliti.

Al fine giro ci siamo andati a rifocillare a Vicovaro in una bisteccheria – ristorante – pizzeria da Seghetto e la sora Ausilia dove ci hanno fatto mangiare delle bistecche di brontosauro, come potete vedere dalle foto (anche si in realtà si trattava di manzo danese) e ci hanno anche spennato un pochino…

 

Altre foto ->  qui <-

 

Il percorso:

38 Km  per poco meno di 800 m di dislivello.

 

Elevation Profile

Scarica la traccia:

unknown I laghetti di Percile  I laghetti di Percile (126,9 KiB, 80 hits)


MTB , ,

La Scarpellata

gennaio 17th, 2009

ScarpellataDomenica 4 gennaio, in compagnia di Geppo960, XR400R, Toty69 e Pippixe ci siamo avventurati sul Monte Gennaro per affrontare la Scarpellata.
Partenza 9:05 dallo Stadio di Palombara SabinaW : fa molto freddo e sulla strada abbiamo trovato parecchio ghiaccio. L’itinerario prevede un breve trasferimento su asfalto in direzione di StazzanoW : la strada è in leggera discesa e, nonostante i guanti nuovi, mi si congelano le mani.

Da Stazzano comincia la salita su sterrato, cominciamo a sudare e ci alleggeriamo un pò. Scavalcata una recinzione comincia la salita vera.
Scarpellata - salita

Il primo tratto è più tranquillo ma diventa sempre più ripido tanto che alcuni tratti li affrontiamo a spinta.

Dopo 12Km, di cui 9 di salita, raggiungiamo il primo traguardo: la Torretta.La Torretta
Facciamo una piccola sosta per mangiare qualcosa e goderci il panorama per poi partire verso il secondo obiettivo: l’albergo abbandonato.

Lo raggiungiamo dopo una brevissima discessa ed una ripida salita (da fare rigorosamente a piedi)

Il terreno è viscido per via delle piogge dei giorni precedenti e faccio fatica a restare in piedi.

Seconda sosta: visita ai resti dell’albergo.
Dopo le foto di rito riprendiamo il cammino per raggiungere la vetta; ormai la gita prosegue a piedi camminando su pietre appuntite.

Raggiungiamo la vetta dopo 3 ore e mezza dalla partenza e 14,5Km


Ci godiamo un pò il panorama e dopo esserci riposati e rifocillati ci imbrachiamo per cominciare la discesa.
Scarpellata - salitaLe fatiche patite in salita sono niente in confronto a quello che ci aspetta per la discesa.

Dopo un primo tratto perso per orientarci cominciamo a scendere in sella. In un tratto poco ripido e privo di significative difficoltà mi impunto con la ruota anteriore facendo un bel tuffo in avanti: per fortuna faccio in tempo a pararmi il viso poggiando le mani sul sasso su cui stavo andando a cozzare.
Dopo qualche secondo perso a realizzare chi fossi e cosa stessi facendo rimonto in sella e ricomincio la discesa (ormai sono un pò impaurito e convinto di essermi giocato il bonus della giornata proseguirò per tutta la discesa cercando di non prendermi troppi rischi).Scarpellata - salita
Affrontiamo un pezzo a piedi salendo leggermente su una pietraia.

Geppo e Simone XR  ci aspettano qualche metro più avanti in uno spiazzetto che precede l’imbocco della Scarpellata.
Qui mi accorgo di aver bucato la ruota posteriore e pippi mi da una mano (ed una camera) a riparla. Mentre pippi ed io interveniamo sulla mia bici anche Geppo e Simone si accorgono di aver bucato e così anche loro si accingono a sostituire le camere d’aria. Mentre noi quattro siamo al lavoro Toty se la ride e fa le foto parlando del più e del meno.
Scarpellata - funiviaQuando siamo pronti per ripartire… ci accorgiamo che anche Toty ha bucato e quindi anche lui adesso si mette al lavoro… tirando fuori dallo zainetto una bella camera d’aria da un kilo e due! Oltre ad essere di peso spropositato si rivelerà essere anche fragile visto che dopo qualche km di discesa verrà fermato da una nuova foratura.Monte Gennaro
Un pò a piedi e un pò in bici piano piano riusciamo ad affrontare tutti i tornantini e le asperità del terreno fino a raggiungere una veloce discesa scorrevole: qui totonno, per non farsi mancare niente, si gioca anche un freno, ormai andato in temperatura.
Raggiunto l’asfalto ci liberiamo delle protezioni ed affrontiamo gli ultimi 5 Km che ci riportano alle macchine.

Totale: 26 KM per 1200m di dislivello – Tempo impiegato 6,5 ore.


Altre foto…


La foratura collettiva

Forature



Discesa poco pedalabile:


scarpellata - discesa



In action (1):


scarpellata - discesa


In action (2):


scarpellata - discesa


In action (3):


scarpellata - discesa


In action (4):


scarpellata - discesa



Il giro….


Elevation Profile
Scarica la traccia

MTB , ,

24H MTB di Roma 2007 – foto

novembre 27th, 2008

Come promesso ecco anche le foto dell’edizione 2007. :mrgreen:

Cosa c’è di differente?

Innanzi tutto il pantaloncino: è nero e non fa pan dan con la divisa (come è stato invece nel 2008).

Ad un occhio attento 8-O non sarà sicuramente sfuggito che le ruote (con i relativi dischi dei freni) sono diverse…

e poi si vede chiaramente(?) che il percorso gira in senso inverso!

Peccato per il sarchiapotto che mi ha rovinato ben due foto…

MTB ,

24H MTB di Roma 2008 – finalmente le foto

novembre 24th, 2008

Dopo solo un paio di mesi ecco le foto dell’ultima edizione. 

 

N.B. il lato B!!!

P1020664 24H MTB di Roma 2008   finalmente le foto

MTB ,

Val Senales 2/3

luglio 13th, 2007

 

Venerdi 13: 2 tappa – (Plan – Rofen – 58 km 2300m di dislivello) Si sconfina!

                               Ricca colazione e verso le 9:00 dopo il solito rifornimento di acqua si parte in discesa alla volta di Moso in Passiria (1007m) imboccando la sp114 (in realtà dopo 2km proviamo a prendere un sentiero sulla sponda sinistra del Rio di Plan, ma dopo pochi metri di fango misto a cacca il sentiero finisce davanti ad un campo recintato).

Proseguiamo per un altro km, in prossimità di una pista di slittino, giriamo a sinistra e prendiamo la sterrata che costeggia la pista: stessa pendenza e stesse curve.

Passiamo un ponte per portarci sulla sponda sinistra e tramite sterrata e sentierini (sentiero 8 ) scendiamo a Moso: il single track nell’erba nasconde delle insidie, non si vedono delle buche e dei sassi ed io ne approfitto per prendere confidenza con il terreno… assaggiandolo un paio di volte.

Da Moso si sale tramite il sentiero ciclabile E5. Dopo un primo tratto pedalato una deviazione (causa lavori!) ci costringe ad arrampicarci su una ripida salita spingendo la bicicletta a mano. Si ricomincia a pedalare e si sbuca nuovamente su asfalto (SP112).

Superata Corvara in Passiria (1419m) si riprende la sterrata (E5) pedalabile fino al superamento di un ponticello. Qui pedalare diventa impossibile e cominciamo ad arrampicarci spingendo la bici a mano.

Si arriva nuovamente su asfalto (SS44BIS) la micidiale salita che porta a Passo Rombo (2509m) ma prima ci fermiamo in un bar per mangiare una cosa (un panino, cocacola e acqua minerale) mentre mangiamo dalla terrazza dominiamo tutta la vallata.

La salita è dura e impegantiva… ma è uno spettacolo e si gode un bel panorama; la mia front e le mie doti di scalatore rendono la salita relativamente tranquilla… Dopo l’incontro con harleysti tedeschi cominciamo a percorrere le gelide gallerie che ci portano a Passo Rombo.

Finalmente si mangia! “spaghetti alla bolognese” ed una fresca radler; ora si ricomincia a ragionare…

Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con amici “bitumari” conosciuti sul posto cominciamo ad “imbracarci” per la discesa: ci buttiamo sul versante austriaco tramite il sentiero E5.

Il primo tratto è ripido e sconnesso, alterno tratti a piedi con tratti in bicicletta. Rischio di cadere un paio di volte, la ruota anteriore si impunta, riesco a poggiare i piedi a terra, la ruota posteriore si solleva e casca lateralmente battendo con violenza sulla roccia e si sgancia: cerchio e disco storti! comunque gira perciò la lascio così e riparto.

Il sentiero incrocia la strada asfaltata per continuare sull’altro lato. Ci troviamo su un tratto praticamente pianeggiante ma comunque sconnesso e quindi pedalare richiede un certo impegno. Incrociamo nuovamente la strada per passare sul lato opposto.

Dopo un po’ si ricomincia a scendere (direzione Zwieselstein 1450m); Lobo affronta un tratto erboso che nasconde molte inside: la bicicletta si impunta e casca in avanti battendo con il manubrio sul petto. Una bella botta! tanta paura ma per fortuna niente conseguenze gravi.

Da Zwieselstein ricominciamo a salire in direzione di Vent (1900m) prima tramite il sentiero 41 (una sterrata molto larga) poi tramite un ponticello attraversiamo il Venter Ache e proseguiamo su asfalto superando alcuni tunnel.

Arriviamo a Vent distrutti, siamo a secco e troviamo ristoro presso una fontanella prima di ripartire in salita per affrontare gli ultimi 2km (100m di dislivello) che ci porteranno a Rofen (2014m). Arriviamo che sono quasi le 20:00 il tempo di docciarci e di corsa a cena dove ci aspetta un bel…. brodo di cipolle!!!

L’albergo dispone di una connessione internet e ne approfittiamo per ripristinare i contatti con i nostri amici a Roma e li aggiorniamo sull’evolversi della nostra spedizione.

 

 

Elevation Profile
 

…to be continued…

MTB , , ,

Val Senales 1/3

luglio 12th, 2007

Prologo
I primi di maggio ricevo una mail dal presidente “ilbaronerosso” oggetto: Val Senales.
Si sta organizzando un tour di tre giorni in bike in Val Senales e partono le mail di convocazione.
In un primo tempo mi faccio prendere dall’entusiasmo: “che bello! non ci sono mai stato… mi piace la montagna e pedalare in salita; potrebbe essere una bella idea, però… ma ndo’ sta sta Val Senales???? boh!” non lo sapevo mica!
“Poi non so se c’ho le ferie…. boh non lo so mica…. vabbè ti farò sapere….” e tutto finisce lì.
Verso fine maggio mi arriva un SMS dalla Boemia: è la “Manza” che mi avverte che non potrà andare in Val Senales e mi chiede se sono disponibile ad andare al posto loro o se devono disdire le camere prenotate: accetto (anche se non so ancora la disponibilità delle ferie).
Pochi giorni prima di partire mi chiama ilbaronerosso e gli confermo che ci sarò!

Martedi 10 ore 16:00 ilbaronerosso passa a casa mia per ritirare la mia bici: la mattina successiva si parte, cominciamo a caricare i bagagli
Mercoledi 11: si parte! dopo un lungo viaggio arriviamo a Madonna di Senales nel pomeriggio: il tempo di cambiarci e ci tuffiamo in piscina! Dopo cena usciamo per un giro di perlustrazione della zona.

Giovedi 12: 1 tappa – (Madonna di Senales – Plan – 36 Km 1700m di dislivello) finalmente si pedala!

Partenza     Dopo una ricca colazione ci prepariamo ed alle 8:30 siamo pronti. Siamo un po’ timorosi…. il termometro segna 10 gradi, nei giorni precedenti è nevicato: le previsioni comunque sono buone.
Rifornimento d’acqua alla fontana scoperta la sera prima e ci dirigiamo su asfalto in discesa verso Certosa, il freddo si fa un po’ sentire.
Dopo 6 km di discesa prendiamo una rampa in asfalto sulla sinistra (pendenza 20%) che in 5,5 km ci porta a Casera di Fuori (1954m); il freddo non lo sentiamo più e cominciamo a spogliarci. Fabio comincia a dare i primi segni di cedimento: il poco allenamento in salita si fa sentire!
Comincia lo sterrato che ci porterà a Passo Gelato (2895m). Poco dopo Lobo buca: una canalina di metallo gli taglia il copertone e fora la camera d’aria. Ci fermiamo per la sostituzione della camera. Non abbiamo i tip top per copertone e Lobo sopperisce con una fascia in kevlar.
La salita si fa via via più impegnativa, ma più che la pendenza soffriamo il ‘suolo’, è troppo sconnesso ci sono troppi sassi ed è difficile pedalare: io alterno momenti a spinta a pedalate come vedo che la sterrata si fa più pedalabile. Ci mischiamo a biker tedeschi: una lunga processione di ciclisti, ora a piedi e ora pedalando, si snoda come un serpentone lungo gli ultimi tornanti.
In 5 km arriviamo a Passo Gelato; se prima pedalare era difficile adesso diventa impossibile, bisogna caricarsi le bici in spalla ed arrampicarsi sulle rocce. Io e il presidente ci facciamo un po’ di foto in attesa di Lobo.
Sai che c’è? fa freschetto, c’abbiamo fame…. raggiungiamo Carmine ed Elvis al Rifugio Petrarca, tanto Lobo sa dove trovarci.
Ci ricompattiamo, mangiamo (io un panino col formaggio, una coca e lo strudel), ma Fabio ancora non si vede…
Dopo un po’ riusciamo a metterci in contatto con lui col cellulare: ha mollato ed è tornato indietro.
Ci prepariamo per la discesa; io mi preoccupo: l’ultimo tratto di salita non mi era piaciuto tanto, chiedo informazioni sulla discesa verso Plan (1622m); sarà uguale? “Magari!” mi rispondono.
Indossiamo le protezione a braccia e gambe e cominciamo la discesa (io ho delle misere conchigliette per i “rollerblade”; non molto, ma comunque si riveleranno utili, così come lo sono state in passato in altre circostanze).
Ci domandiamo come facciano i biker tedeschi senza protezione a scendere per quella discesa. La risposta arriva presto; infatti dopo due tornanti li troviamo tutti lì che procedono a piedi!
Noi siamo un po’ più “sboroni” e andiamo giù più tranquilli. Io ho un po’ di esitazioni, la mia bici non è molto adatta a quei tipi di percorsi, e qualche scivolatina me la concedo. Gli altri vanno giù più tranquilli anche se alcuni tratti tocca farseli a piedi.
Gli ostacoli più rognosi sono le canaline: lastre di pietra messe in verticale per consentire lo scolo dell’acqua. Nessun problema se non fosse per il fatto che si trovano sempre dietro i tornanti: si arriva troppo piano e non c’è molta inerzia per superarli e poi tendono a buttarci verso l’esterno non consentendoci di chiudere bene le curve.
Man mano che si scende le canaline diventano sempre più alte e ci costringono in continuazione ad alzare l’anteriore. Io mi guardo sotto: quanto vorrei avere in mezzo alle gambe 20 cm di…. escursione; la mia è una forcella da XC.
6 Km di discesa impegnativa che ci portano ad un rifugio (1860m); i miei quattro compagni di avventura si ristorano con qualcosa, io me ne resto in disparte, un po’ provato e tra me e me penso…. “MINGHIA!!! ma chi me l’ha fatto fa’!”
La discesa adesso e tranquilla in poco più di 4 km arriviamo a Plan; trovato l’albergo ci diamo una sistemata e ci spariamo sauna ed idromassaggio e poi di corsa a cena (la servono alle 18:30!)

Elevation Profile

…to be continued…

MTB , , ,